Giocare sulla pietra

Print Friendly

Verbania

TRACCE no. 9 – by Carlo Gavazzi


2nd International Congress of Rupestrian Archaeology
2-5 October 1997 DARFO BOARIO TERME
Giocare sulla pietra nell’occidente d’Italia: 213 tavolieri incisi da Domodossola a Lucca
Negli ultimi quattro anni una ricerca condotta nelle tre regioni più occidentali d’Italia ha permesso di identificare 177 incisioni rupestri e graffiti raffiguranti tavolieri.

Back to Index

Il GERSAR, gruppo di studio che ha sede a Milly-la-Forêt, da anni inventaria le incisioni a filetto in tutto il mondo. In Italia nei passati decenni gli studi di F. Gaggia e G. Gagliardi portarono alla documentazione di 25 filetti in provincia di Como e 157 in quella di Verona; sporadiche invece le segnalazioni provenienti da Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria, giunte al GERSAR grazie ad A. Santacroce. Negli ultimi quattro anni tuttavia una ricerca condotta nelle tre regioni più occidentali d’Italia ha permesso di identificare 177 incisioni rupestri e graffiti raffiguranti tavolieri; anche se il filetto a tre quadrati concentrici è numericamente preponderante, accanto ad esso vi sono altri dieci tipi di giochi.Soprattutto l’Alto Novarese è risultato ricco non solo di manufatti ma anche di testimonianze. Alla documentazione mediante rilievo, frottage e fotografia si è infatti abbinato un sistematico contatto con la gente alla ricerca di testimoni che abbiano utilizzato o visto utilizzare i tavolieri.Tale ricerca, condotta in Francia dal GERSAR per dieci anni e risultata infruttuosa, ha dato invece esito positivo in Piemonte e Liguria: in numerosi paesi l’utilizzo si è protratto fino a tempi recenti. E’ stata così raccolta una quantità imprevedibile di aneddoti e di notizie che ci raccontano come si passava da noi il tempo libero quando la radio, la TV e il computer non c’erano.

Le testimonianze hanno reso possibile dare un nome e un senso a incisioni altrimenti enigmatiche, resuscitando dall’oblio giochi come quelli dell’orso, della piazza, della casa, dei lupi e delle pecore ormai pressoché dimenticati. Inoltre due dei manufatti in provincia di Verbania, uno rupestre (la Pietra del merler in Valle Antrona) e l’altro no (il Piudùn
di Suna) presentano una tale ricchezza di tavolieri da non trovare per ora rivali, nell’archivio del GERSAR, in tutto il mondo. La presenza di filetti incisi a scopo non ludico ma simbolico, altrove assai frequente, è stata pure osservata, ma in quantità modesta, nel Monferrato e nell’area Monte Beigua.

Dopo aver documentato tavolieri in Piemonte, Valle d’Aosta e Liguria (oggetto del Quaderno di cultura alpina “Giocare sulla pietra” di C. e L. Gavazzi, Priuli & Verlucca editori, Ivrea 1997) si è iniziato ad estendere la ricerca alla Toscana settentrionale: anche qui in varie località, da Farnocchia a Collodi, è ancor vivo il ricordo dell’utilizzo della tria, dei filetti (il “nove” e il “dodici”) e del gioco del lupo e delle pecore, diverso da quello piemontese. In particolare è notevole la concentrazione di tavolieri nel piccolo borgo di Collodi Castello, sulla cui pavimentazione stradale in poche decine di metri ne sono stati incisi 24. Anche qui, come a Cicogna in Piemonte, si sono tramandati persino nome e cognome degli autori di alcuni di essi.

Carlo Gavazzi
GERSAR – via Delleani
13051 – BIELLA – I

TRACCE no. n.10special issue for RA Congress 1997Back to Index


One comment

  1. Giovanni Barrella says:

    Gent.lissimi,
    dove posso reperire copia de “Giocare sulla pietra nell’occidente d’Italia: 213 tavolieri incisi da Domodossola a Lucca” o anche in PDF se stato digitalizzato?

    Cordiali saluti.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

9 + 19 =