The risks of the new Italian act

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Patrimonio SOS

A new act states by now that the Italian Cultural Heritage is no more inalienable: please help!
I rischi della nuova legge sulla “Patrimonio dello Stato spa”: aderisci alla richiesta di sospensione.

by Marco Collareta, Donata Levi

 


Coliseum to be sold? The risks of the new Italian act

A new act states by now that the Italian Cultural Heritage is no more inalienable: please help!
I rischi della nuova legge sulla “Patrimonio dello Stato spa”: aderisci alla richiesta di sospensione.

Dear Sir / Madam
this is to inform you that a law has recently been approved by the Italian Parliament, which decrees the creation of a joint stock company (“Patrimonio dello Stato S.p.a.) whose task will be to manage, promote, and even to sell the assets of the State, including those of historical and artistic value. The law exempts only assets of “special” artistic value, whose identification is however left to the discretion of the Minister of Economy “jointly” with the (less powerful) Minister of Culture. Therefore there is no guarantee that valuable assets will not be sold off. We feel that this principle is wrong and we ask our foreign friends and colleagues to participate in our concern.
If you agree, we would be very grateful if you could return the following letter, undersigned and stating your position and the name of your university / museum / institute etc. We would be grateful for any suggestions you might have regarding the further publicizing of this petition. Please feel free to contact us, if you need any further information about the issue, also taking a look to SOS-Heritage site.
Yours sincerely

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Cari amici,
la legge che istituisce la “Patrimonio S.p.A.”, approvata il 15 giugno 2002, ha sollevato e continua a sollevare forti preoccupazioni. L’idea di mettere in vendita porzioni dell’eredità naturalistica, culturale, storica, artistica, architettonica, archeologica del nostro Paese costituisce una novità di cui si esaltano speranzosamente ipotetici risvolti utilitari e non si valutano concretamente i rischi di perdite certe ed irreparabili.
Nel caso siate d’accordo, vi saremo grati se vorrete rispedire il messaggio allegato, firmandolo e specificando qualifica e il nome dell’università, del museo o dell’istituto di cui fate parte. Accettiamo volentieri consigli riguardo ad ogni possibile ulteriore pubblicizzazione dell’iniziativa: non esitate a contattarci, anche visitando il sito PatrimonioSOS
Cordialmente

Marco Collareta – Donata Levi

 

To the “Presidente della Repubblica”(President of the Italian Republic)
To the “Presidente del Senato” (Head of the Senate)
To the “Presidente della Camera” (Head of the Lower Chamber)
To the “Presidente della Corte Costituzionale” (High Court of Justice)
To the “Presidente del Consiglio” (Prime Minister)

The recent approval of the law n.63/2002 (law regarding the joint stock company “Patrimonio dello Stato S.p.a.”) deeply concerns all interested in the preservation and study of the Italian cultural heritage (enviromentalists, historians, art historians, archaeologists, archivists, librarians, etc.).
The text of the law fails to make a clear distinction between such diverse concepts as “promotion”, “management” and “sale” and this confusion opens the way to many dangers, in the face of which neither the rather vague conditions expressed in the law nor the promises made by the majority are sufficiently assuring. One senses that behind the law lies the wish to transform a nationally shared heritage into the private property of a few individuals. Ever since its creation and even in the hardest times and most difficult phases of its history, the Italian State has never contemplated giving up full rights of ownership over its heritage. By contrast, the only kind of value that now seems to hold any weight is mere market value, to which the higher and more permanent symbolic values, with which Italians have always identified, risk being sacrificed.
It is not enough to be told that neither the Colosseum nor the Trevi Fountain are to be sold. We uphold the principle whereby the environmental and historical heritage of the whole of Italy, including its apparently minor manifestations, constitutes a wealth common to all its citizens. This wealth of course requires management and preservation, in which private individuals may certainly play a role, but no part of it should ever be sold. The apparent solution today of temporary economic difficulties will lead to poverty of all kinds – not merely economical – tomorrow.
In accordance with the concerns expressed by the President of the Republic in his letter to the Prime Minister and with paragraph 9 of our Constitution, we invite the Government to suspend application of the law. We also express the wish that these issues be the object of discussion on the part of all those concerned and especially of experts, both Italian and not, with a view to limiting the application of the law.

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Al Presidente della Repubblica
Al Presidente del Senato
Al Presidente della Camera
Al Presidente della Corte Costituzionale
Al Presidente del Consiglio

La recente approvazione della legge di conversione del decreto legge n. 63 del 2002 (legge sul “Patrimonio dello Stato S.p.a.) desta vive preoccupazioni in quanti, a vario titolo, si occupano della conoscenza e della conservazione del patrimonio culturale dello Stato (ambientalisti, storici, storici dell’arte, archeologi, archivisti, bibliotecari ecc.).
La mancata distinzione fra concetti diversi, quali “valorizzazione”, “gestione” ed “alienazione” ingenera confusione ed apre la strada a gravi pericoli, contro i quali poco sembrano valere le deboli garanzie previste nel testo di legge, nonché gli impegni della maggioranza ad ampliarle ed a precisarle. La sensazione che la legge nasconda la volontà di trasformare un patrimonio comune, di tutti, in un patrimonio privato, di pochi, è fortissima. Sin dalla sua fondazione ed anche nei momenti economicamente ed istituzionalmente più difficili, lo Stato non ha mai voluto rinunciare al pieno possesso di quel patrimonio. Ora invece sembra passare l’idea che il valore venale contingente sia l’unico che conta e che ad esso possano essere sacrificati i più alti e duraturi valori simbolici nei quali si sono riconosciute, si riconoscono e, speriamo, si riconosceranno in futuro generazioni di italiani.
Non bastano assicurazioni che il Colosseo o la Fontana di Trevi non saranno venduti. Deve continuare a valere il principio che la configurazione naturale e storica delle varie realtà italiane costituisce una ricchezza di tutti, che deve essere ovviamente gestita e valorizzata, anche con la collaborazione dei privati, ma mai in nessun modo alienata. La risoluzione oggi di un particolare problema economico può creare una povertà, non solo economica, domani.
Facendo nostre le preoccupazioni espresse dal Presidente della Repubblica nella lettera inviata al Presidente del Consiglio all’atto della promulgazione della legge e alla luce dell’articolo 9 della Costituzione, invitiamo il Governo a sospendere ogni applicazione della legge ed auspichiamo che si apra su questi problemi un ampio dibattito cui partecipino tutti gli interessati ed in particolare gli esperti italiani e non italiani, con la richiesta che gli esiti della discussione vengano recepiti a livello legislativo.

  • Marco Collareta
    Associated Professor of History of Art, Scuola Normale Superiore di Pisa
  • Donata Levi
    Associated Professor of History of Art Criticism, Dipartimento di Storia delle Arti, Università di Pisa

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