Corografia delle Alpi Marittime (Gioffredo 1660, 1839)

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Gioffredo 1660 (1839)

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Gioffredo P., 1839 [~1660]. Storia delle Alpi Marittime, corografia, libro I, in Storia delle Alpi Marittime di Pietro Gioffredo libri XXVI, Torino, capo XIII
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[editor’s note: the first written news of the Laghi delle Meraviglie (Marvels Lakes) – Mt. Bego – engraved rocks, printed edition (1839) of a manuscript compiled around 1660, based on a late 16th century relation]

by Pietro GIOFFREDO


.

Gioffredo 1839 (~1660), download PDF (200 Kb)


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STORIA

DELLE ALPI MARITTIME

di

Pietro GIOFFREDO

Libri XXVI

Volume I.


TORINO

DALLA STAMPERIA REALE
M DCCC XXXIX

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I

AI LETTORI

Costanzo GAZZERA

[introduzione di, pp. XII-XIV]

   Il presente volume dei Monumenti di Storia Patria non comprende che un solo lavoro di argomento storico, il quale ci siamo con tanto maggiore fiducia determinati a fare di pubblica ragione colla stampa, non tanto perchè fosse questa da molto tempo, e con universale desiderio di tutti i cultori della Storia nostra, invocata ed attesa, quanto e molto più per l’importanza dell’argomento in esso svolto, e per il modo col quale venne condotto dall’Autore. (…)

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XII

   (…) Per la stampa della Storia delle Alpi Marittime ci siamo serviti di una copia presa dal codice originale conservato ne’ R. Archivi di Corte, il quale venne pur sempre consultato nei passi dubbi, meno chiari, o che parvero dar luogo a qualche difficoltà. Due sono i codici autografi di questa Storia conservati amendue ne’ R. Archivi. Il primo in due volumi in-foglio, di scrittura fitta, con aggiunte, pentimenti e correzioni, e contengono senz’alcun dubbio la prima bozza dell’Autore. Aveva poscia il Gioffredo stesso incominciata una nuova copia, con molti ed essenziali cangiamenti sia nella distribuzione dei libri, che nelle parti più essenziali della

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XIII

narrazione, aggiungendo, togliendo, trasportando, e con qualche maggior diligenza quanto allo stile e alla lingua. Per somma disavventura questa non progredì, pare, oltre al primo volume e con tutto il libro duodecimo, o se venne compita, il secondo volume andò smarrito, né venne dagli eredi consegnato, allorché, nell’anno 1773, dal Governo si fece compera di tutti i manoscritti storici del Gioffredo. L’edizione nostra è dunque in tutto conforme alla seconda redazione dell’Autore per tutto il libro duodecimo, e continuata poscia sino al fine sull’esemplare della prima; e ciò avvertiamo avvisatamente onde evitare il carico che ne potrebbe esser fatto, se mai fosse riconosciuta una qualche diversità di stile e di condotta tra i dodici primi libri e quelli che seguitano. Noi abbiamo inoltre tenuto dietro in tutto allo stile ed alla lingua dell’Autore; non cosi per quanto spetta alla ortografia, che venne alcun poco ritoccata e ridotta all’uso moderno.

    Alla Storia si è fatta precedere la corografia delle Alpi Marittime, lavoro dell’Autore

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XIV

medesimo, tolto da un esemplare che venne esso pure ne’ R. Archivi unitamente ai volumi della Storia. Questo non è autografo, e si crede copia fatta dall’Abate Giovanni Francesco Adrecchio nipote ed erede dell’Autore, nella quale aggiunse alcune poche cose in fine, che si sono da noi tralasciate, ed in mezzo alcune interpolazioni fatte pur scomparire. Ad alcuni pochi passi di questa si sono da noi poste alcune piccole note di correzione, per dare qualche migliore o più ampia notizia, le quali si sono segnate colle iniziali del nostro nome, onde averne soli la risponsabilità. (…)

Gioffredo, manoscritto del 1660 circa,
pubblicato a stampa nel 1839

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1

STORIA

DELLE ALPI MARITTIME

COROGRAFIA

Libro I

CAPO I.

Sito e denominazione dell’Alpi in generale.

   Que’ monti, che con successione di gioghi altissimi si stendono in forma, come dice Strabone, (1) di linea circonvessa curvandosi verso le Gallie col loro sinistro, ed all’Italia mostrando il destro lato, ebbero presso gli antichi il nome et Alpi , qual anche ritengono a giorni nostri. Poseli natura al dir di Cicerone, Polibio (2), Erodiano e Mamer- (…)

(1) Strab. pag. 88.
(2) Polib. pag. 218.

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91

CAPO XIII.

Laghi che s’incontrano in diverse parti
dell’Alpi marittime.

   Perchè molti de’ fiumi da noi ricordati insino ad ora riconoscono da’ laghi i loro natali, non fia fuor di proposito dire qualche cosa di questi, incontrandosi varie radunanze d’acque nelle concavità montuose delle nostre Alpi, quali sebbene, per le loro angustie, non meritino d’essere agguagliate a quei laghi celebri, che con nome particolare furono conosciuti e notati dagli antichi, non dobbiamo nulladimeno lasciare di darne qualche notizia al lettore. (…)

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   (…) I laghi detti delle maraviglie sono a levante della terra di Belvedere, non lungi da quegli aspri monti, che dissimo nominarsi Fiero, Capelletto e Monbego, e che, tra se distanti quasi in uguale spazio, formano, al dir d’Onorato Laurenti (1), un quasi

(1) Relat. MS.

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triangolo, rinchiudendo nel mezzo un bel piano distinto in nove laghi, circondati d’una folta selva di larici, e sopra le sponde ornati di fiori rari e pellegrini, de’ quali è proprio spuntare solamente d’agosto e settembre, ne’ quali mesi si conducono le pecore a pascolare, per essere in altri tempi il terreno tutto ricoperto d’altissime nevi, ed il luogo inaccessibile. Ma per la rigidezza del freddo quasi continuo, si dice che non vivono in tali laghi pesci di sorte alcuna.

   Ciò non avviene in quello della Gordolasca, posto in sulla strada, che da Belvedere conduce a questi vicino, dove è un albergo detto la Capanna, essendo di varia pescagione, al riferire del suddetto Laurenti, dovizioso.

   Si nominano i suddetti laghi delle Meraviglie, essendo fama, che, con meraviglia e stupore de’ riguardanti, s’incontrano accanto a quelli diverse pietre tutte di diversi colori, piane e lubriche, figurate con mille invenzioni, rappresentando scolpiti quadrupedi, uccelli e pesci, instrumenti meccanici, rusticani e militari, avvenimenti storici e favolosi variamente espressi in quelle, che per la lunghezza del tempo non sono da cespugli coperte, il che cagiona non poca ammirazione ai curiosi. Scrive il suddetto Laurenti vedersi, tra l’altre cose, forme di scudi e labari all’antica d’aquile, ed altre insegne romane sopra lunghe aste. Il che fa credere essere opera di più secoli, e di tali giocosi scherzi essere probabilmente stati autori non altri che pastori e pecorai,

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vogliosi di fuggir l’ozio. Da uno di questi laghi detto lo Scandaglio prende origine la Bevogna, di cui parlai al capo undecimo. (…)

Gioffredo, manoscritto del 1660 circa,
pubblicato a stampa nel 1839


Original reference:
Gioffredo P., 1839 [~1660]. Storia delle Alpi Marittime, corografia, libro I, in Storia delle Alpi Marittime di Pietro Gioffredo libri XXVI, Torino, capo XIII, pp. 93-95 (p. 47 in altra edizione).


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