La ricerca nel campo delle incisioni rupestri nelle Alpi Occidentali
ha dato negli ultimi anni importanti risultati. Nuove rocce e nuove aree
sono state scoperte e documentate con metodologia scientifica, alcune di
queste con l’intervento della Cooperativa Archeologica "Le Orme dell’Uomo",
in collaborazione e su richiesta della Soprintendenza Archeologica del
Piemonte e del Gruppo Ricerche Cultura Montana (GRCM) di Torino.
Val di Susa. In Val di Susa i ritrovamenti di materiale figurativo
sono cospicui e di notevole interesse. In comune di Mompantero, alle falde
del Rocciamelone, sono state schedate e rilevate incisioni picchiettate
su calcare filladico, per un totale di 18 rocce e di 345 figure. I dati
alfanumerici sono stati inseriti in un apposito database e alcuni rilievi
sono stati digitalizzati. Alcune di queste istoriazioni sono state scoperte
alla fine degli anni ‘80 dai coniugi Tonini, altre invece dagli studiosi
delle Orme dell’Uomo nel corso delle ultime ricerche. Si tratta per lo
più di incisioni meandriformi e spiraliformi, con limitata presenza
di coppelle, ma non mancano anche i figurativi come asce da guerra a lama
semilunata (tipo Ornavasso) della fine dell’età del Ferro (II sec.
a.C.-I d. C.) e antropomorfi schematici con la tipica postura delle braccia
sui fianchi. La fase meandro-spiralica presenta spiccata analogia se non
totale coincidenza con il materiale della vicina Haute Maurienne. E’ più
consunta e sottoposta alle figure di asce. Nella stessa area importantissimo
è stato il rinvenimento di pitture bianche su pareti verticali (3
siti): figure di arcieri, guerrieri e armati a cavallo. Sia i confronti
stilistici (figure bi-triangolari nello stile geometrico vascolare) che
la tematica delle scene (caccia armata, cavalcature equilibristiche) permettono
un’attribuzione alla media età del Ferro.
Valcenischia. L’area valsusina ha rivelato la presenza di incisioni
rupestri anche a notevoli altitudini: in Valcenischia, a oltre 2300 m s.l.m.,
sono state rinvenute dal GRCM nel 1995 incisioni su calcare filladico raffiguranti
armati della media e tarda età del Ferro, coppelle, canaletti. Alcuni
armati presentano una incredibile somiglianza con le figurazione camune
dello stile IV 5 (guerrieri a corpo quadrato con "corazza" decorata a "X"),
confermando ancora una volta quanto le tematiche iconografiche godessero
di una diffusione a largo raggio. Le rocce incise sono collocate su un
pianoro ai piedi di alte vette ed in posizione fortemente panoramica sulla
valle. Il materiale è attualmente in corso di documentazione. Recentissimo
(settembre 1997) è il rinvenimento (Arcà - Mano - Fossati)
di altre 4 superfici istoriate, di cui 3 con figurazioni antropomorfe,
ancora una volta guerrieri che brandiscono e mostrano la spada. Va citata
la presenza in Valcenischia e in Valsusa della tradizionale danza degli
Spadonari (Venaus - Giaglione - S. Giorio), che affonda molto probabilmente
le sue radici nelle danze armate dell’età del Ferro e che può
essere stata il soggetto ispiratore delle raffigurazioni rupestri.
Albedosa.
Un’altra area di notevole interesse nell’ambito dell’arte rupestre non
figurativa è la Valle dell’Albedosa, frazione Tramontanino, in provincia
di Alessandria. In seguito alla scoperta del ricercatore Roberto Amisano,
e all’interessamento e all’incarico della Soprintendenza Archeologica del
Piemonte, sono state documentate da Le Orme dell’Uomo 8 rocce e 133 figure.
Le superfici di arenaria miocenica (arenarie di Serravalle) ospitano numerose
coppelle, profondi canaletti, vaschette ed impronte di piedi. Le caratteristiche
sezioni ad angolo retto testimoniano l’esecuzione con strumento metallico
e permettono l’accostamento con le coppelle di Montaldo di Mondovì
e di Susa, già attribuite all’età del Ferro. La presenza
di pediformi (o meglio di impronte calzate) offre un ulteriore contatto
con la tematica di tale periodo.
Suggestiva
per la corrosione eolica e la conformazione dell’ampio "tetto" sommitale"
è la roccia principale, il Sangiu dei Strie (cengia delle
Streghe). Visto il ripetuto accostamento in tutta l’area alpina tra rocce
coppellate e nomi quali Roca ‘dle Faie (Roccia delle Fate, Val di
Susa) o Sass di Strii (Albate - CO), è possibile prendere
in considerazione l’ipotesi di una persistenza nell’immaginario popolare
di riti e tradizioni che riversano nel mondo della stregoneria (che doveva
avere una concreta base in pratiche di medicina popolare, in riti vaticinatori
o dedicatori) quanto non più comprensibile o accettabile dalla mentalità
tradizionale.
Bibliografia
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pitture rupestri: nuovi messaggi dalle rocce delle
Alpi Occidentali
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cenni di analisi stilistica e cronologica, "Notizie Archeologiche Bergomensi",
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