La roccia
degli stambecchi:
un’iscrizione
latina reinterpreta incisioni dell’età del Ferro?
Una roccia incisa a martellina già segnalata in
letteratura (Arcà 1990; FOSSATI 1991 p. 66; Ballet-Raffaelli 1993,
p. 12), ritrovata dal Gruppo Ricerche Cultura Montana di Torino in prossimità
di un piccolo bacino lacustre non lontano dalla strada del Moncenisio poco
oltre la frontiera attuale con la Francia (comune di Lanslevillard, loc.
Les Fontanettes), mostra una scena di caccia allo stambecco in cui i due
personaggi preparano un agguato a un piccolo branco: uno è il cacciatore
in attesa con la lancia ed il cane mentre il collega sembra spingere un
branco di tre stambecchi maschi a lunghe corna verso di lui. E’ già
stato notato come gli schemi iconografici e lo stesso soggetto sembrano
perfettamente confrontabili con le tendenze proto-naturalistiche e naturalistiche
degli stili IV 2 e IV 3, riconosciuti sulle incisioni della Valcamonica
e dunque verosimilmente collocabili nell’ambito della media età
del Ferro.
Restano al momento ancora da spiegare gli esatti processi di trasmissione
e di adozione di tali influenze stilistiche e culturali in un ambito così
lontano, non solo sul piano geografico, dalla Valcamonica. Peraltro il
fenomeno di queste "cacce signorili" ad alta quota, forse da ricollegare
anche ad alcune attestazioni coeve di bivacchi all’Alpe Veglia, a quasi
duemila metri di quota nei pressi del valico del Sempione, risulta ben
contestualizzato nelle società dell’età del Ferro dell’arco
alpino, indipendentemente dalle specifiche etniche e culturali.
Un nuovo filone di ipotesi interpretative è emerso recentemente dalla lettura, ancora non priva di elementi di incertezza, di un’iscrizione latina eseguita a martellina in sovrapposizione all’incisione figurativa. I segni alfabetici erano stati già notati ma finora, anche per alcune difficoltà di rilievo, dovute alla notevole consunzione dei segni incisi, non era stato possibile giungere ad una lettura affidabile.
L’iscrizione
appare databile alla piena età romana, nonostante alcuni arcaismi
(come la doppia I per E) che mostrano peraltro una lunga permanenza nelle
iscrizioni anche fuori dalle vallate alpine. Si riconosce chiaramente il
nome dell’esecutore (Lucius - o Lucceius - Mettius)
ed emerge la possibilità che l’iscrizione possa trattarsi di una
vera dedica che reinterpreta tutta la scena incisa precedentemente a martellina
come sacrifici alla divinità. Anche nella sua preliminarietà,
il dato si presta forse (pur tenendo conto che la reinterpretatio
romana risulta comunque troppo lontana dall’esecuzione delle incisioni
figurative per garantire un approccio corretto) ad una analisi critica,
per riesaminare molte scene di caccia dell’arte rupestre dell’età
del Ferro tendenzialmente considerate di prevalente carattere descrittivo.
ARCà A., 1990. Arte rupestre in Valle di Susa
e Alta Moriana: recenti scoperte e sviluppo delle ricerche, "Survey",
bollettino CeSMAP, anno 4°, n. 6, pp. 167-175, Pinerolo
BALLET F. - RAFFAELLI P., 1993. L'art rupestre de
Maurienne, "Mémoires et documents de la Société
Savoisienne d'histoire et d'Archéologie", t. 95
FOSSATI A., 1991. L’età del Ferro nelle incisioni
rupestri della Valcamonica, in Immagini di una aristocrazia dell’età
del Ferro nell’arte rupestre Camuna, pp. 11-71